Titoli e marchi Le tecniche di lavorazione La storia Pulizia dell'Argento

 

Titoli e marchi

Gli Argentieri italiani sono i primi nel mondo per qualità e quantità. La produzione di articoli in argento massiccio, cioè a titolo 925 millesimi (la lega è costituita da 925 parti di argento puro e 75 parti di rame) e 800 millesimi ( la lega è costituita da 800 parti di argento puro e 200 parti di rame), infatti supera le 1600 tonnellate.
Soltanto la presenza del titolo (925 o 800) e del marchio di identificazione del produttore garantiscono l'oggetto in argento contemporaneo.

Quindi non lasciatevi ingannare da altri marchi quali:
Arg. 1000 marchio non legale: metallo argentato galvanicamente.
Arg. 800 marchio non legale: metallo argentato galvanicamente.
Argentone lega di rame, zinco, nichelio, argentata galvanicamente (lega Christofle)
Bilaminato sottilissima lastra di argento applicata su un supporto di metallo comune.Su tali oggetti è consentita l'apposizione del simbolo chimico del metallo prezioso (Ag), l'indicazione del peso in grammi seguita dalla lettera "g" e la sigla del produttore. Questi oggetti non possono essere chiamati "argenti" o "argenteria".
Deposito galvanico oggetti di sostanza non metalliche rivestite galvanicamente d'argento. Hanno la dicitura DG, il simbolo del metallo prezioso, l'indicazione del peso del metallo prezioso seguito dalla lettera "g" e la sigla del produttore.Questi oggetti non possono essere chiamati "argenti" o "argenteria".
Old Sheffield lastra di rame racchiusa tra due sottili lastre di argento mediante laminazione.
Sheffield ottone nichelato e argentato galvanicamente.
Silverplate ottone nichelato e argentato galvanicamente.

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Le tecniche di lavorazione

L'argento, per essere lavorato, viene unito in lega con il rame in percentuali variabili fissate per legge, che determinano il titolo della lega.
Dalla fusione si ottiene il lingotto che, pressato tra i rulli del laminatoio, è trasformato in lastre di vario spessore.
La lastra viene tagliata in pezzi e lavorata con differenti tecniche a seconda dell'oggetto che si vuole produrre.
Stampatura: eseguita con stampi in acciaio per produrre posateria e oggetti vari, da rifinire successivamente a mano.
Tornitura: si utilizza il tornio per realizzare forme tonde od ovali per produrre piatti, vasi, centri tavola, zuccheriere, ecc.
Martellatura: usata per produrre vassoi , vasi e qualunque oggetto che richieda un'esecuzione manuale. Ottenuta la forma desiderata, si passa alle lavorazione già conosciute nell'antichità.
Sbalzo: tecnica di lavorazione del metallo per realizzare una forma o un decoro in basso o altorilievo su una lastra di metallo prezioso lavorando dal rovescio o dall'interno; viene praticato dal rovescio con l'aiuto di un martello.
Cesellatura: serve a precisare meglio i contorni e il modellato, ottenuto con lo sbalzo, usando piccoli scalpelli in acciaio chiamati "ceselli". Per evitare che il metallo ceda sotto colpi del cesello, l'interno dell'oggetto viene riempito di un impastoi pece, gesso e altri componenti che rendendo elastico impedisce alla lastra di spaccarsi.
Incisione a bulino: è ottenuta con una punta di acciaio tagliente, chiamata bulino, che per la pressione della mano forma linee di diverso spessore asportando truciolati dalla superficie e creando un effetto chiaroscurale (bassorilievo).
Incisione a guilloche: è ottenuta con macchine comandate manualmente che incidono linee diritte o ondulate incrociando le quali si ottengono miriadi di disegni geometrici diversi.
Montatura: è la tecnica con cui si assemblano i vari pezzi mediante la saldatura e che presenta momenti molto delicati che richiedono una grande perizia da parte dell'operatore nel maneggiare la fiamma.
Smaltatura: consiste nel depositare, a strati successivi, una polvere finissima costituita di cristalli colorati con ossidi metallici sull'oggetto che viene introdotto a più riprese in forno ad alte temperature (680°-780°) per liquefare la polvere, la quale, una volta cristallizzata dopo la levigatura, assume colorazione e lucentezza desiderate.
Fusione: con questa tecnica, rimasta invariata dall'antichità, si ottiene gioielli, parti ornamentali per il vasellame che vengono poi saldate per gli oggetti. Il metallo fuso è colato in appositi cilindri di materiale refrattario, nel cui interno viene imprigionatoli metallo di cera. L'argento liquido a circa 1000° scioglie la cera e ne occupa la forma diventando, quindi, una volta tornato allo stato solido, un oggetto identico al metallo.
Pomiciatura: serve a togliere i segni lasciati dal martello o dal tornio usando con attenzione la pietra pomice.
Pulimentatura: dopo aver tolto ogni traccia di ossidazione lasciata dalla fiamma, l'oggetto viene pulito con l'uso di spazzole rotanti da esperti artigiani.
Argentatura: gli oggetti vengono immersi in un bagno galvanico e ricoperti di uno strato di argento puro, per dare loro maggior lucentezza.
Lucidatura: con questo processo finale, sempre manuale, utilizzando spazzole rotanti più morbide, l'argento assume il suo aspetto brillante e lunare.

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La storia

E' una storia millenaria quella che sta alle spalle della maestria e abilità dei maestri argentieri.
I vasi più antichi, rinvenuti in tombe sumeriche, risalgono a tremila anni prima di Cristo.
I Romani furono tra i primi appassionati collezionisti di argenti, lo testimoniano i tesori trovati a Civita Castellana, Boscoreale, a Basilea e in Germania.
Dopo la caduta di Roma la produzione viene limitata ma è nel 1400 che, sotto la spinta della "rivoluzione umanistica" del Rinascimento, l'argento fa il suo trionfale ingresso nella vita di tutti i giorni: in tavola, con i piatti, coppe e saliere; per l'igiene personale, con brocche e bacili, in casa, con soprammobili, centritavola e candelabri di aspetto sontuoso.
La punzonatura fu applicata a Bisanzio fin dal VII secolo, ma in Europa apparve per la prima volta in Francia solo nel XIII secolo.
Lo stile rinascimentale che caratterizzò l'arte italiana nei secoli XV e XVI si diffuse poi in tutto il Vecchio Continente. Fu Caterina de' Medici che introdusse in Francia l'uso delle posate.
L'argenteria era considerata un'arte pari alla pittura e all'architettura e molti celebri artisti come Ghiberti, Brunelleschi e Benvenuto Cellini iniziarono il loro apprendistato come argentieri.
Il più famoso esempio è la saliera creata da Benvenuto Cellini per Francesco I, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Con la scoperta del Nuovo Mondo, una grande quantità di metalli preziosi affluì In Spagna, Olanda, Portogallo, Francia e infine in Inghilterra. Quest'ultima si distinse per la sua capacità di produrre ed esportare argenteria verso tutti i mercati del suo vastissimo impero coloniale.
Le grandi corti imperiali europee e extraeuropee, che dominarono il Settecento, l'Ottocento e il primo Novecento furono le committenti della migliore argenteria per adornare le proprie sontuose dimore.
Quella degli Zar di Russia rese celebre la figura di Fabergè che sotto Allessandro II, Alessandro III e Nicola II ebbe alla proprie dipendenze quasi 700 operai e realizzò opere di alto valore tecnico.
Numerosi operai fiorentini andarono a lavorare nel laboratorio di Fabergè che tornati in Firenze allo scoppio della Rivoluzione Bolscevica portarono le tradizioni della smaltatura orientale che erano state perfezionate presso il maestro russo.
Alla fien del 1800 sorse in Gran Bretagna l'Art and Craft Mouvement per cercare forme più razionali e templi, che successivamente, sotto l'influsso dei prodotti importati dall'Oriente da Arthur Liberty, fondatore degli omonimi grandi magazzini di Londra, si arricchì di volute e motivi naturalistici, dando vita all'Art Nouveau in Gran Bretagna e al Liberty negli altri paesi europei.
I produttori più noti di quell'epoca furono Cartier, Sandoz e Puiforcat in Francia, Tiffany negli USA, Mappin & Webb e Garrard in Gran Bretagna, Georg Jensen in Danimarca, Mario Buccellati, Bulgari e Cusi in Italia.
Nel secondo dopoguerra, l'Italia colse i suggerimenti di noti designers che si avvicinarono all'argenteria, progettando opere che sono state e sono tuttora realizzate dai migliori laboratori di argenteria.

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Suggerimenti per una pulizia sicura

E' vero che l'argento può annerirsi, ma questo non deve creare remore nel suo uso.
Passare ogni due o tre giorni un panno morbido evita la formazione dell'ossidatura, causata dal contatto con l'atmosfera contenente zolfo.
Ci si potrà anche servire dei validi prodotti già pronti (flanelle e guanti imbevuti) che sono molto pratici e non lasciano residui di sporco sulle mani.
In casi di annerimento più marcato, si potranno usare le creme e i prodotti spray strofinando gli oggetti con panno morbido e togliendo l'eccesso con una rapida sciacquatura.

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